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L'altro giorno, in una fumetteria di Milano, mi hanno consegnato un foglietto pubblicitario. Informava, con mirabolanti perifrasi, dell'apertura eccezionale (solo otto giorni) dei loro magazzini... E continuava con "...per l'occasione verranno messi in vendita migliaia di albi, giornali, riviste e libri... (ma anche gadgets, magliette, figurine, spille e cose strane) di tutte le età!" ... DI TUTTE LE ETA'... Ho interrotto la lettura del volantino... e ho inseguito il pensiero che si delineava nella mia mente... e come un filo di Arianna mi ha condotto in luoghi che non mi sarei aspettata di trovare. Ma ci pensate? "Di tutte le età"! Qualcuno penserà che sia il paradiso del collezionista... altri, più attenti alla situazione economica potranno dire che si tratta di un'ottima pensata... visto che con la scusa del collezionismo, questi signori si liberano il magazzino guadagnando un bel po' di Euro... E dopo aver passato anni a svuotare (gratis) cantine da vecchi albi e colle z ioni ammuffite, ora, a loro volta si fanno svuotare il magazzino... pieno di scartoffie... ma a caro prezzo. Del resto... la differenza tra una cosa vecchia e una cosa antica è minima... quasi inesistente. E non è nell'oggetto che porta con sé più o meno anni... e una storia tutta sua. Ma sta nella testa della gente. Nella testa di chi viene travolto dalla febbre dell'acquisto di tempi ormai andati... la smania di chi vorrebbe bloccare il tempo... circondandosi col passato... Quante volte sono stata in mercatini... dove per il mio gusto c'era una quantità innominabile di ciarpame, e per altri piccoli tesori nascosti. Mi annoiavo... E il più delle volte passavo il mio tempo non a guardare le bancarelle, ma gli altri... Gli Altri che osservano rapiti... hanno trovato qualcosa di cui non possono più fare a meno... Gli Altri che tirano sul prezzo... Gli Altri che se ne vanno soddisfatti, alleggeriti nell'animo e nel portafoglio, e con sotto braccio qualcosa di assolutamente inutile che riceverà attenzione e polvere per il prossimo mese... poi solo polvere... Forse esagero... forse non sono fatta per l'antiquariato... forse non amo abbastanza le collezioni... Forse...
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A NASCITA DI AFRODITE L’universo femminile, l’Eros, la Nudità dei simbolismi, la Sensualità, la Bellezza, il Potere, l’Estasi di una Afrodite che, dimenticata, rimossa ed oscurata da duemila anni di tradizione Giudaico Cristiana, può ancora riemergere con i suoi fasti, la sua positività, la sua ricchezza e creatività nell’immaginario collettivo, attraverso una rilettura aperta del Pensiero Occidentale rivisitato nella sua origine, per così dire, “pagana”. “La Rinascita di Afrodite” è un libro minuscolo, palpabile e discutibilmente anonimo, privo cioè nell’aspetto, dell’Oro e dell’Eros (anche se questa accezione è impropria) che trasuda dalle sue pagine numinose. Scritto da un’autrice impegnata ed attenta (lo si scoprirà nella lettura) ad entrambe i lati dell’essere (maschile e femminile), profonda conoscitrice delle dinamiche mitologiche e sociali legate all’universo femminile grazie, forse, al suo impegno nel femminismo moderno, vissuto senza fanatismi o posizioni di comodo, visto cioè in modo propositivo e carico di curiosità, si presenta come un libro di facile lettura e di stimolanti provocazioni. In prima analisi, “La Rinascita di Afrodite” può attrarre o, più facilmente, passare assolutamente (ed ingiustamente) inosservato: sia il titolo (che non genera particolari aspettative), privo di ridondanza emotiva o suggestioni letterarie, sia l’aspetto fortemente dimesso della copertina (non si capisce assolutamente la scelta di una foto anonima con una fanciulla poco più che decenne, appoggiata senza alcuna malizia ad una vecchia bicicletta) né si comprende la presenza (onerosa) di una sovraccopertina che ripete, tautologicamente, l’interno. Come oggetto in sé non è particolarmente appariscente e misura cm. 11,5 x 16,5, pesa 195 grammi (15 appartengono alla sovraccopertina) ed in assenza di gravità (stazione orbitale MIR o Shuttle in orbita stabile) il libro galleggerebbe inerte, apparentemente privo di peso ma, non fatevi ingannare dalle apparenze perché il libro, di sostanza ne possiede parecchia.. Il testo consta di sei capitoli ed il primo, disgraziatamente, s’inceppa in un’ulteriore premessa. Già frenato da una prefazione ed una premessa abbondanti (e da rileggersi, se lo si desidera, solo alla fine) il libro, se così si può dire, parte un po’ male e non incoraggia a proseguire. In realtà, l’introdursi nella lettura come in una scoperta insidiosa ed intrigante (mi si scuserà l’uso di questo termine odioso) diviene presto elemento di una fruizione gustosa e frenetica che ripercorre in modi inaspettati, anche se consueti, il magico mondo dei simboli e degli archetipi femminili, che la cultura occidentale ha così proditoriamente rimosso, impoverendo sia l’uomo sia la donna, privandoli cioè del bene assoluto e naturale che si accompagna all’accostamento amoroso. Come dovrebbe essere in questi casi, per una sana igiene (assai poco coltivata) del dubbio, sarà necessario non lasciarsi ingannare dalle apparenze perché, questo libro, vale molto più di quanto appaia alla lettura delle sue prime pagine! Del resto, la vita degli uomini e delle donne, è colma di questi ingannevoli esempi: ciò che pare noioso all’inizio, può rivelarsi poi stupefacente e rivelatore! Malgrado l’apparenza, non vi risulti un inno al politeismo ma il doveroso recupero di un “Pantheon” carico di archetipi da cui partono le radici più profonde della cultura occidentale, rimaste soggiogate, negli ultimi duemila anni, dagli eccessi di un monoteismo orientale e manicheista che ancora influisce sul giudizio che l’uomo moderno si fa nei confronti della sua visione del mondo. Vasto ed interessante nelle sue implicazioni più profonde è il capitolo su Saffo (qui intesa e narrata nella sua veste afroditica, come modello innovativo e degerarchizzante il rapporto maschio-femmina). Afrodite, incarnata da Saffo, la sacerdotessa, la poetessa, la maestra di vita, riprende a vivere dove l’ampio spettro di - seppur nascosti - riferimenti psico-sociologici conducono ad una Saffo spogliata degli stereotipi di lesbica e poetessa, restituendoci cioè un’immagine che, quand’anche sganciata dagli archetipi, mantiene una sua grandezza universale, moderna e coraggiosamente innovativa. Trovo questo libro delizioso, affascinante e pieno di alcove luminose in cui appartarsi non per sognare ma per conoscere chi siamo e come siamo divenuti quel che siamo e questo può essere molto utile in un periodo storico dove il successo del Grande Fratello è esempio di quel che l’uomo e la donna sono destinati a divenire, prigionieri, isolati dal mondo come astronauti o speleologi perduti e dimenticati, ospiti di una casa in cui amori e filosofie di vita così spicciole da fare spavento, si mostrano nella loro nudità assoluta (e rassicurante perché infantilizzata e priva dell’ethos afroditico che potrebbe turbare portando all’autocoscienza gli ignari). Apprezzabili e sorprendenti sono alcune osservazioni sul valore, l’uso ed il significato dell’Oro nella civiltà contemporanea, così come altrettanto interessanti sono le delineazioni della figura dell’Etera (nei secoli ridotta a semplice cortigiana o prostituta), le osservazioni sull’uso della bugia ed il costume dell’infedeltà, l’interrelazione dell’intero Pantheon femminile (Era, Atena, Afrodite, Artemide ed i loro corrispettivi simbolici e caratteriali), l’incontro fra Ares e Afrodite, fra amore e guerra, la prevalenza attuale di Ares ed altre contaminazioni che è preferibile scoprire attraverso la lettura. Nessuna, dico nessuna delle mie parole potrà restituire il senso profondo, eppure semplice, di questa rivisitazione del mito di Afrodite, così come in questo, a suo modo generoso libriccino, s’incontra. Non servirà dunque la lettura del libro per cogliere come l’avvento del nuovo millennio stia riportando alla luce nuovi e ripetuti tentativi di dominazione delle coscienze da parte delle grandi religioni monoteiste che, inserendosi nel vuoto spirituale generato dalla massificazione dei consumi e dal liberismo economico sfrenato, tentano così di riappropriarsi di una verità autoproclamata, la cui formulazione risale a uomini vissuti in comunità tribali e patriarcali, e le cui opinioni e idee sulla moralità, oggi potremmo considerare solo con sufficienza se non con un certo disprezzo. Ed il pregio maggiore del libro è forse in una riscoperta, in una rinascita auspicabile (se non collettiva, almeno personale) di questa positività controversa e necessaria all’essere umano, perché non si perda, sporgendosi sull’abisso della propria ambizione, nel baratro di fantasmi escogitati da uomini antichi, senza alcun senso dell’amore per la vita, dediti solo all’adorazione sterile della morte, della colpa e della tortura assoluta che, in quanto follia, non può che generarne altra. Questo rigurgito di potere, estranea l’uomo e la donna dalla loro condizione naturale, generando altre angosce là dove vorrebbe, almeno nelle intenzioni, ridurle. La lettura di questo libro propone, in modo chiaro, quali elementi dell’antico patrimonio culturale dell’occidente possono essere recuperati, per evitare una completa soggiogazione delle coscienze ed un totale ottundimento nella capacità di amare e di godere appieno dell’amore, dell’oro e della sessualità senza, peraltro, stilare ricette facili o proclamare dogmi o rivelazioni incontestabili quanto fasulli. Consiglio dunque una lettura attenta e priva di pregiudizi, leggera come una nube, disincantata e solare come questa Afrodite ritrovata. Umberto Rossi
IL NUOVO CORSO DI VLADIMR PUTIN
Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa ma non sono una scrittrice. Ho molte idee ma si può scrivere di tutto e di nulla. Fortunatamente uno scambio di corrispondenza con un mio amico mi ha aiutato a risolvere il problema, e mi ha dato lo spunto per quello che avrei potuto dire. Soggetto dell’argomento, Dio e l’uomo. SI
l’argomento è molto delicato ma è una materia che mi interessa
moltissimo. Non ho fatto studi approfonditi, ho solo seguito il mio
cuore, e continuo a seguirlo. L’uomo uccide, combatte, violenta, bestemmia, odia….e la colpa di chi è? Secondo molti è di Dio…poiché non interviene, lascia all’uomo la più completa libertà d’azione. Ma questo non è assolutamente vero, è solo l’uomo il diretto responsabile delle azioni che commette, Dio non ci obbliga a seguirlo, ci lascia liberi di decidere la nostra vita, sta a noi scegliere di seguirlo o no..i misfatti che l’uomo compie non sono volontà di Dio ma sono solo opera della mente corrotta degli uomini che rifiutano l’amore nel senso pieno della parola, nel suo più puro significato: "L’AMORE DI DIO". Certo amare è molto difficile. L’amore richiede completa donazione di sé..completo dono della propria vita agli altri, non è forse più facile "non amare?" Ma una civiltà senza amore cosa sarebbe? Già ai nostri giorni si nota l’assenza d’amore…dovunque ci sia la violenza, l’odio razziale, le guerre interminabili. Tutte cose queste che denotano l’assenza di Dio…intesa come assenza d’amore. Eppure si parla sempre dell’amore…!!!Ma quale amore? L’amore fisico? L’amore per se stessi? L’amore per le macchine, o per i vestiti…? Siamo innamorati di tante cose…ma non amiamo nulla. La
nostra vita è vuota,( non ci manca nulla), non abbiamo nulla
che ci rende felici. Perché siamo continuamente infelici e scontenti? Io credo perché non diamo importanza alle piccole cose.( se piccole possono definirsi) Il sole che sorge ogni mattina, è un nostro diritto, le stelle della notte sono altrettanto, anche tutto ciò che ci circonda…se ci fermassimo a pensare che tutte queste cose ci sono regalate…sono il dono più bello che possiamo desiderare. Sono per ognuno di noi. Ognuno di noi è il proprietario di una piccola parte di sole, o di una stellina, o di un pezzo di cielo. Pensare questo dovrebbe già renderci ricchi e felici di esistere. Se seguissimo un po’ di più i consigli di Dio…di "NOSTRO PADRE"…le cose andrebbero meglio, infatti come potrebbe essere brutto un mondo dove regni l’amore? Ci è stato detto "AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO" E... se noi odiamo il prossimo non odiamo forse noi stessi? A presto Se vuoi contattare l'autrice di questo testo clicca sul nome. | |||||
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