Frankie goes to Paris
Settobre, 1997
Parigi val bene una Messa...
Sì! Ma... messa dove?
Frankie aveva comprato una Skoda.
Una di quelle che si comprano dai concessionari.
Era gialla senape.
Una cosa da togliere il respiro: (provate a respirare dietro ad una Skoda dell'85
e poi, se ne uscite vivi, cambiate macchina o uccidete il concessionario colpendolo
con un tergicristallo arroventato)
Aveva comprato una Skoda per andare a Parigi.
Parigi era lì e non si muoveva. Frankie, invece, se ne andava in su ed
in giù nervosamente.
Perché Parigi? "Perché era lì!" Sentenziò
Frankie. Ma non ne era affatto convinto.
Il giorno fatidico, Frankie era partito a piedi ma, fatti pochi metri, si era
fermato ed aveva fatto una retromarcia antisocratica (lui, Socrate, invece andò
dritto per la sua strada e, tanto per semplificare un po', non tornò
indietro soffocandosi con una tisana alla cicuta. Ma Socrate non sapeva nemmeno
dov'era Parigi).
Malgrado non conoscesse Socrate e la faccenda della cicuta, le cose andarono
male anche per Frankie perché, mentre passava dietro l'automobile, il
tubo di scarico si vendicò di chissàcosa sputandogli sul calzoni
bianchi il suo vomito nero di fuliggine e condensa merdosa.
Frankie aveva appena chiuso l'appartamento con sessantacinque mandate e sessantacinquevolte
mandò i suoi parenti in paradiso a tappare le orecchie al Creatore. Uno
per mandata.
Tornò indossando un paio di pantaloni beige che avrebbero fatto vomitare
anche una Skoda come la sua. Ma la Skoda aveva già dato.
Partire per Parigi passando da Parma. E' un percorso obbligato come una bestemmia.
E ne bastò una sola perché, al primo distributore di benzina sull'Autosole
in prossimità di Parma, la macchina si piantò e non volle più
ripartire. "Il motorino d'avviamento." Sentenziò il gestore.
"Alle volte si surriscaldano e fanno così!" "Così
come?" Chiese Frankie. "Si bloccano e basta dargli una botta e ripartono..."
Annusò l'aria come per dire: "Se è un arrosto è fatto
coi pedi!"
Detto questo, guardò i piedi di Frankie e si zittì.
Frankie sfilò il suo bloccasterzo da diciannovemilalire e cominciò
a perquotere il motorino d'avviamento finché la macchia, beffardamente,
non ripartì sporcando di nera merdosa fuliggine il calzoni imbrattati
di nero merdoso gasolio del benzinaio.
Quando costui tornò a casa alla fine del turno, picchiò la moglie,
i figli, la suocera ed il gatto. Loro non sapevano perché ma lui sì.
Parigi era ancora lontana e Frankie dovette sfilare il suo bloccasterzo (consistente
in un attrezzo simile ad un doppio manico di ombrello con una chiave in mezzo)
almeno trenta volte prima di giungere alla frontiera. Ogni volta, sembrava un
Samurai che sguainava la sua Katana, Frankie goes to Paris. Un Samurai con gli
occhiali sporchi di forfora e lo sguardo disperato di chi non sapeva da che
parte sarebbe andato a finire.
Quando passò la frontiera, non c'era nessuno a guardare. Nemmeno uno
sfigato autostoppista del piffero.
© RU-y2k Project