| Sonata
in Mi bemolle maggiore detta Gli Addii. |
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| Tipo
di intervento: Testuale Autore:Lorenza Somogji Bianchi |
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| Attesa dell'udienza per l'affidamento di mio nipote Karl... Quella p... della madre, la strega, vorrebbe averlo tutto per sé. Lo capisco ma non voglio: ho giurato a mio fratello di prendermi cura di lui e lo farò, dovessi impegnare il pianoforte. Calma, Ludwig, calma, hai sempre i 7000 fiorini in obbligazioni. Che strano! Scrivere Sinfonie per la pace, per la fratellanza e ricevere solo indifferenza... Ricordo ancora come Schuppanzig saltellava di gioia sul suo podio dirigendo le tre orchestre per la Sinfonia della Vittoria. Avrebbe suonato anche le nacchere pur di partecipare all'evento. E chi sarebbe mai mancato? Perfino l'Imperatrice con tutte le sue damigelle sedeva a naso incipriato sparando sorrisi come fossero pallottole... Ma alla fine...che importa? Con quei 7000 fiorini posso dare al mio adorato Karl quello che la strega... Vuole togliermelo... Suoni di corni in lontananza... è solo la mia immaginazione, non posso sentire i corni, solo che mi manca, il mio conte pancia mi manca. Chissà se tornerà mai. Ancora il suono di corni ma sembrano dire Das lebewhol, sì, addio... Non les adieux: così si dice ad un'intera piazza, ad un'assemblea. Addio si dice ad un amico, il mio conte. I corni sprofondano nei bassi, che sia un presentimento? Intanto il La, sì, due La alla doppia ottava, vuoti, come il mio animo che poi si spezzano in una specie di lamento. Ma non da donnine, siamo uomini noi! Però ci amiamo. Come vanno le mie dita sul pianoforte, sembrano voler cercare il perché della lontananza, il perché due esseri debbano essere costretti a rimanere lontani. Anche la mia Pepi era lontana ma nel mio cuore...ed ora anche tu mio caro Ferdinand. | ||||||||||
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Sonata
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| Ti chiamo, lo senti? Senti come la musica ti accompagna nel viaggio? Attraverserai boschi, città, borghi ed anche il mio cuore e sento che anche il tuo. Per me è un momento difficile, decisivo, se il tribunale dovesse scegliere la strega ne morirei. Come suono vuote queste ottave...un gelo nel cuore. Voglio che i corni ci ricordino le giornate passate all'aria aperta nei tuoi boschi, li faccio chiamare, senti? Rispondono da lontano...mai come noi ora. La vedi ancora la mia mano che ti saluta? No...torna presto. I miei vicini mi hanno tagliato le corde del piano, quasi volessero farmi un dispetto. Sciocchi! Non sanno che sento con l'orecchio interno e ora sento che questa melodia, amico mio, è più che un insieme di suoni: essa è tutto me stesso, nella tua attesa. Così attendevo Giuseppina nei nostri incontri segreti e Teresa che sapeva...aveva una strana luce negli occhi quando mi consegnava il suo biglietto. Che cara sorella dev'essere per lei! Stefano mi ha detto che Teresa sentiva qualcosa di più di un'amicizia per me. Non posso crederlo, è sempre stata così compita, nel pieno della sua intelligenza. Diamine, sono un uomo! Mi accorgerei se...forse un sola volta e voglio che quel sentimento ci sia qua. Ormai sono troppo vecchio per amare una donna, ma un amico e mio nipote... Con tutte le mie forze. ********** Caro Ferdinand, è successo l'orribile! Il tribunale...che schifo! Hanno saputo che il mio van non è una particella nobiliare e hanno detto che la causa doveva essere discussa nel tribunale dei poveri. Per poco non rompevo lo scranno sulla testa di quell'imbecille: io sono nobile dentro! Non bastano le mie musiche per farmi nobile dentro? Che mondo è questo? Torna, torna presto. Ho bisogno di te. ****** Scampanii di gioia, dapprima lontani poi prorompenti, voglio che tutto il mio essere partecipi al tuo ritorno. Il pianoforte, troppo poco per dire quello che sento, ma le campane, quelle sì. Quanta musica c'è in una campana! Le senti? Riesco a mutare questo maledetto strumento da strimpellatori che mi ha fatto sudare sangue e dolore in qualcosa che almeno lontanamente somigli allo scampanio? Sì? Mi fai felice. Senti come ora le dita indugiano sui suoni acuti, perle di suoni con cui voglio inallellarti, voglio riempirti di suoni ma non sommergerti di suoni. Un attimo di commozione me lo concedi...certo che me lo concedi. Solo tu ed io sappiamo cos'è questa melodia dolce e calma e tenera e cullante. Ma ora voglio salutarti con tutta un'orchestra. Piano! Trasformati in orchestra! Il mio amico finalmente è qui. | ||||||||||