Con questa pagina si
apre ufficialmente il
"PROGETTO BEETHOVEN".
Questo non sarà limitato all'agiografia del grande compositore ma vorrebbe
aprire la visuale su un "Unknown Beethoven" nel senso di chiedersi
se e perché la sua presenza musicale, oggi,abbia un senso o no. Perciò
la sezione è aperta a tutti i contributi creativi, anche e soprattutto
non ortodossi, che possano, in qualche modo, aiutarci ad approfondire l'argomento.
Saranno presenti numerosi sondaggi e si darà spazio a tutti, senza
preclusioni di sorta con qualsiasi materiale: dallo scritto, alle immagini,
al CD-ROM e quant'altro la vostra fantasia vi spingerà a produrre.
Sin da ora chi vuole inviare i propri contributi clicchi
qui per contattare lo staff. Grazie
(prosegui...)
Sono
confuso, stanno succedendo cose importanti nella mia vita, alcune buone altre...
Ma non è così forse per tutti gli uomini? Forse...almeno lo spero. Questo significherebbe
che gli altri, loro, non sono poi così diversi da me. Devo crederlo con tutta
l'anima anche se Lenore, con le sue treccine bionde e l'aria da bambina sempre
compunta, mi assicurava che ero speciale. Ingenuamente, entrambi pensavamo che
questo fosse buono e parlavamo fitto fitto della corte, del Maestro di Cappella
che aveva riscosso un gran successo con la sua ultima opera in tutto il mondo.
Ella mi guardava fiera e mi diceva che anch'io sarei stato acclamato in tutto
il mondo. Ne ero tutto irrigidito di orgoglio e di gratitudine, allora, avevamo
dieci anni, forse undici. Eppure, se ci ripenso, un groppo alla gola lo sentivo,
no, era qualcosa come...come quando Neefe mi mandava a chiamare d'urgenza. Sapevo
che il mio maestro mi voleva bene e che se mi desiderava era per qualcosa di
cui non aver paura ma uno strano tremolìo alle mani mi assaliva sempre. Ecco,
era qualcosa del genere ma più intimo, interiore. (...)
Ora
penso di sapere cosa fosse: la responsabilità. A dieci anni un bimbo non dovrebbe
avere che giochi, piccoli studi adatti alla sua età e carezze. Per me non fu
così.
Bah, vecchio stupido, basta con questi ricordi. La vita va avanti. Ed
è andata avanti ma nella direzione opposta a ciò che credevo giusto per me.
Sì, ho ottenuto il successo, sono stato acclamato, mi hanno chiamato Generale
della musica per quello schifo di pezzo sulla Vittoria di Wellington ma Lenore
non avrebbe mai immaginato quanto avrei voluto essere meno acclamato e più amato.
Eppure lei mi ama, come una sorella, però è l'unica. Gli altri mi trattano come
un essere estraneo anche se superiore oppure come un povero pazzo. Persino Schindler,
quel diavolo del mio famulus a suo modo mi vuol bene eppure mi odia. Sapeva
quanto tenessi alla Missa Solemnis eppure non ha esitato - per ragioni economiche,
dice lui - a presentarla in concerto ed insieme all'aria "Di tanti palpiti"
dal Tancredi di quel..Rossini e spacciandola per mia! Non avrei dovuto lasciarlo
fare ma in fondo sapevo che lo faceva per me. Certo, anche per sé, cerca un
posto sui libri di storia. Che stupido. Un posto nel cuore degli uomini, veramente,
uomini ora, qui, vale più di qualsiasi cosa. Non vuole farsi amare da me, fa
di tutto perché io appaia sempre il genio e lui il mio umile servo. (...)
Ed
io che non ho mai sopportato il servilismo! Come questa storia dei baffuti ungheresi.
Hanno voluto già un pezzo per le rovine d'Atene ed ora un brano per violoncello
e pianoforte su un'insulsa aria di un loro connazionale. Però sono simpatici
e mi portano sempre del buon vino. Vorrei poter andare a trovarli nella loro
Buda, chissà. Forse potrei scrivere un'Overture per orchestra dedicata al grande
fiume, una musica che sappia di purificazione, di pulizia degli animi e di ineluttabilità.
Ma, per ora, vogliono queste variazioni. L'ultima parola l'ho detta con le due
sonate opera 102.Cosa aggiungere ancora? No, caro mio, sbagli invece! Non vedi
che splendida occasione per sentirti meno solo? Sì, ecco: farò sentire prima
la melodia al pianoforte, poi al cello. Roba da manuale ma funziona sempre.
Ludwig, dimentica, dimentica le passeggiate sul Reno ingrossato, dimentica il
tuffo nell'acqua per salvare i tuoi fratellini e la mamma rossa in viso eppur
pallida. Sì, la prima variazione è come una merlettatura della melodia. Sentite?
Si riconosce, è ancora lei ma più ricca di note. Di note sì, non di espressione.
Ricorderò sempre il volto del giudice per la sentenza sull'affidamento di
Karl. Il van in olanda non è un prefisso nobiliare, certo che no. Allora la
causa sarà giudicata dal tribunale del popolo. (
...)
E la nobiltà d'animo? Quando gli uomini cesseranno di giudicarsi in base ai
titoli? Quanto tempo perso e bisognava ricominciara tutto daccapo. Daccapo
anche la terza variazione così quegli zucconi dei miei simpatici amici riconosceranno
la loro melodia e saranno contenti. Solo che...ecco, scusate, padroncini, ma
il pianoforte qui farà un po' il birichino. Me lo concedete? Ma sì sono solo
due accordi che le vostre orecchie baffute (ahahahah) non gradiranno ma che
sono due accordi di fronte all'eternità? Perché questa musica verrà suonata
ed ascoltata a lungo ed oltre questa vita ci deve essere... Ma insomma! Vecchio
rimbambito e musone vuoi pensare alle varizioni? Sì, qui il violoncello pizzicato
che risponde alle domande del pianoforte. Nulla di impegantivo, s'intende...devi
essere semplice, scrivere semplice. I tuoi amici devono essere rispettati così
come sono e non come tu li vorresti.Quanto vorrei poter avere accanto a me un
donna, piccola, senza grilli per la testa che accudisse i nostri cinque figli
mentre io taglio la legna e gioco a Nice con il più piccolo. Va bene, non si
può deviare dalla strada che il Destino ci ha assegnato ma...chiedo troppo?
Che succede al violoncello, perché sembra trasformarsi in un oggetto diafano
e il pianoforte? (...)
Che
gli prende a tutti e due! Fontane silenziose di note, fiumi sotterranei e immensi
ma silenziosi, poi un'apparizione angelica, ma...è ancora il tema del sarto?
No! Non importa, devo seguira la mia strada. I due strumenti si lanciano in
una corsa verso l'ignoto, ad un tratto si aprono voragini faustiane. Vieni
Mefisto, non ho paura di te! Senti? Ti posso calmare con una sferzata dell'arco
o con accordi gravi del pianoforte mentre la mano destra inanella perle vergini
e luminosissime. Vuoi una cantilena? Ma sarà angelica. Così ti scaccerò definitivamente
come mi cacciò il conte che voleva che suonassi davanti a quei porci di ufficiali
francesi. Parlavano di libertà, la portavano in tutto il mondo e me mi volevano
servo! Non potevo permetterlo. Non posso permetterlo neanche ora: senti che
suoni infernali e angelici, la passione e la distruzione si toccano, giocano
per me...Non posso, non riesco. Vorrei esserlo ma la mia strada è diversa.
La mediocrità come l'adoro! Non quella dello stupido ma quella del felice per
le piccole cose della vita: la piccola e amorevole donna, il piccino da far
giocare. Sì, cari amici baffuti ungheresi, vi ridò quello che per un attimo
vi ho tolto: il rispetto. (...)
Eccovi
la vostra melodia che torna innocua alla destra del pianoforte e il violoncello,
ormai domato, l'accompagna soddisfatto come una signora della media società
si accompagna a fare una passeggiata al Prater. Niente carrozze a otto tiri
ma un piccolo ombrellino ad ingentilire gli abiti un po' provinciali ed un'aria
di chi sa di star vivendo. Eccole qui le vostre variazioni, cari amici baffuti.
Spero mi perdonerete qualche nitrito da cavallo recalcitrante. Dopo tutto anche
voi mi definite un genio, no? Ebbene pagatene anche voi un po' del prezzo. Poco,
s'intende, ché siamo amici e non voglio farvi del male.
Eccoli, pare abbiano avuto un sesto senso che li ha avvertiti che il brano è
pronto. Guardali come sono felici! Torneranno nella loro patria e potranno raccontare
di aver ottenuto che il Generale della musica scrivesse quel pezzo per loro
solo per amicizia ed un paio di bottiglie di vino. Andrei anch'io con loro ma
la mia vita non fa parte della loro, purtroppo. ... Adieu, cari amici. Salutate
il Danubio per me. Non ho più neanche la forza...Sapete, ho un dolore al petto...
Il dottore dice che sono i postumi della polmonite. Non sa che è il cuore che
vorrebbe battere all'unisono con gli altri ed invece...