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 Greenpeace & le balene
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  Balene in pericolo (PDF)
informativa per la stampa

- Speciale: il ruolo del Marocco


salvaschermi delle balene (inglese)

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Le Balene sono in Pericolo !

Malgrado la moratoria
internazionale sulla caccia commerciale alle balene, due nazioni, il Giappone e la Norvegia, continuano a cacciarle. Queste nazioni stanno
portando avanti una
campagna agressiva per eliminare del tutto il divieto di caccia in vigore.

Per evitare un ritorno su
larga scala della caccia alle balene, bisogna agire
subito. E' necessario intervenire su diversi fronti, sui governi, informare il pubblico e condurre azioni dirette non-violente per
ostacolare le baleniere.


Greenpeace ha
bisogno del tuo
aiuto !


Si e' conclusa la battaglia di Greenpeace a fianco delle balene

24 Maggio 2004 - 57° Meeting dell’Intrernational Whaling Commission





 

 

 


Il 24 maggio u.s, a Shimonoseki, in Giappone, si sono conclusi i lavori della 54a riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC). Un bilancio amaro per i Paesi a favore della riapertura della caccia ai grandi cetacei i quali auspicavano, come ogni anno, il raggiungimento dei propri scopi. Fra tutte, emerge la sconfitta del Giappone che, oltre ad aver investito enormi quantità di denaro per aggiudicarsi il sostegno
di determinati Paesi all’interno dell’IWC, ha messo in campo un dispiegamento di forze enorme per promuovere e sostenere l’immagine fasulla di una nazione, tradizionalmente legata alla caccia alle balene
ed al consumo della loro carne. Si lascia alle spalle un meeting che non ha concesso altro che il mantenimento della condizione attuale: nessuna norma a tutela della balene è stata eliminata, né l’attribuzione di una
quota di caccia di 50 balenottere minori a quattro città costiere giapponesi, è stata concessa. Dall’altro lato, l’Islanda, altro paese pro-caccia, non è stata in grado di rientrare a far parte della Commissione, tantomeno il tentativo nipponico d’introdurre le votazionia scrutinio segreto è andato a buon fine.

Una grave spaccatura si è creata in occasione della discussione relativa alle quote di caccia di sussistenza per gli Aborigeni; assolutamente non attribuibili, secondo il Giappone. La grave chiusura che ha poi messo in atto, è stata la chiara risposta al NO della Commissione alle richieste nipponiche, un muro contro muro che ha costretto i delegati ad una sessione serale del meeting. Gli Stati Uniti si sono trovati in
difficoltà a causa di quanto disposto dal trattato sottoscritto con gli Inuit che li obbliga a concedere loro quote di caccia di sussistenza. In questo modo, il Giappone potrà tentare ancora una volta, di spacciare e quindi, farsi autorizzare, la caccia di 25 balenottere per quattro città costiere giapponesi, dichiarandola di “sussistenza”



La caccia di sussistenza è molto diversa da quella che vedrebbe uccidere 25 balenottere sotto l’egida dell’Agenzia della Pesca del Giappone. La caccia costiera è condotta per profitto, non per la sopravvivenza delle popolazioni che la conducono. Ascoltate l’intervento di John Frizell che aggiorna sulle conclusioni scaturite dall’incontro di Shimonoseki,
una descrizione su ciò che è accaduto in occasione delle votazioni riguardanti il Revised Management Scheme (RMS) e cosa significhino per il futuro del bando della caccia commerciale. Nessuna delle due proposte
di modifica avanzate è stata approvata, nemmeno l’opera di consolidamento del voto portata avanti dal Giappone è stata in grado di far passare la linea nipponica che prevedeva addirittura l’abolizione
della moratoria e la rimozione del Santuario dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Meridionale. Stessa sorte è toccata all’altra proposta di modifica del RMS firmata da Svezia, Olanda, Oman, Sud Africa, Spagna,
Irlanda, Svizzera e Finlandia che non ha raggiunto la maggioranza dei ¾ dei voti. Questi piani di gestione non hanno mai funzionato e non c’è alcuna ragione di credere che possano funzionare adesso. Alla luce delle
diverse minacce che incombono sul futuro dei grandi cetacei, quali l’inquinamento dei mari, i cambiamenti climatici, Greenpeace crede che solo un bando definitivo alla caccia commerciale possa dare, alla
popolazione di balene, la possibilità di recuperare.
Il cammino per ottenere norme che le tutelino e proteggano dalla smania predatrice dell’Uomo è ancora lungo. Greenpeace continuerà a battersi affinché si giunga presto al bando della caccia a tempo indeterminato, sotto ogni forma questa venga condotta. Fra un anno, a Berlino, in occasione della 55a riunione della Commissione Baleniera Internazionale,
tutto verrà nuovamente messo in discussione e noi ci saremo per continuare a lottare per il futuro di questi splendidi animali.

 

L'ex Ministro per la pesca e l'agricoltura di Martinica, Atehrton Martin ha raccontato a Greenpeace come il voto del suo paese all'interno dell'IWC sia stato                                        acquistato dal Giappone,                                        provocando le sue                                         dimissioni.


L'intervista al Ministro (MP3)

 

 
 
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